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venerdì 24 marzo 2017

ROOMMATES - Fake

Nadir
Nati come trio acustico nel 2012, con Davide Brezzo, Danilo Bergamo, Marco Quattrocorde, gli italianissimi Roommates nel 2014 arruolano il noto batterista Alessio Spallarossa, proveniente dai grandi Sadist. Ma lontani dal pensare che in questo loro primo album, Fake, troverete death metal o musica estrema in generale. Qui siamo su territori prettamente rock e acoustic rock. Prendete questo cd, inseritelo nel lettore e schiacciate il play…il resto lo fara’ lui! Difficile trovare parole per descrivere la bellezza dei sette brani proposti dai nostri. Si parte con la prima Light, apertura migliore non poteva esserci, brano a tratti leggero, arioso, con un drumming presente e quasi “soave” nel tocco, con chitarre acustiche che ricordano molto lo stile country americano di pregevole fattura. E’ come mettersi alla guida di una cadillac e scorrazzare per le strade desertiche dell’Arizona! La seconda Blow Away ci mostra il lato elettrico e piu’ hard rock della band, a tratti un pizzico malinconico, le voci ben si adattano alla musica proposta dai nostri. Fakin Good Manners, la ballad acustica da far risuonare piu’ e piu’ volte fino allo sfinimento!

Mentre il riff hard rock iniziale di Black Man Guardian potrebbe tranquillamente stare in uno dei best seller di Motley Crue, Poison, Guns N Roses…e tutto quello che si trova a seguire. Paragone da non considerarsi azzardato sia chiaro, i Roommates hanno stoffa da vendere! Il bello e’ che li abbiamo qui in Italia, senza doverci spostare nella blasonata America! Ascoltate Empty Love ad esempio, brano dal classico sapore americano che ricorda tutte le bands citate sopra, ma qui riuscendo ancora una volta ad essere pienamente personali. Un miscuglio dove ci stanno dentro i Nickelback piu’ country oriented! Stupenda l’acustica On Water Wings, quasi del tutto strumentale, solo con una splendida voce femminile a far da cornice. Si arriva alla conclusiva I Smile, e qui siamo all’apoteosi dell’intero album! Brano dolce, leggero in cui l’ascoltatore viene in un certo senso cullato dal calore del brano. Album che con i suoi poco piu’ di 29 minuti riesce a condensare tutto cio’ che si possa volere da una band del genere! Una delle uscite piu’ dolci e sicuramente di punta del 2017!!! Chissa’ quante celebrita’ avrebbero voluto scrivere delle canzoni cosi’ belle…! 

Voto: 10/10

Sandro Lo Castro

DEATHLESS LEGACY - Dance With Devils

Scarlet
A distanza di un anno dalla precedente release “The Gathering”, la horror metal band toscana torna sugli scudi con un nuovo lavoro che sembra esserne a tutti gli effetti la naturale prosecuzione, a dimostrazione che i 5 hanno idee piuttosto chiare sul percorso artistico che intendono intraprendere nel breve-medio periodo. Ascoltando questo “Dance With Devils”, i principali elementi caratteristici della personalità e del sound della band arrivano immediatamente all'orecchio, in particolare l'uso assiduo e sapiente delle tastiere, che fanno da trait d'union tra i vari brani di cui si compone l'album, con sonorità solenni e tetre che ben si sposano con il concept di questo platter, dedicato alle streghe, e magistralmente condotto dalla performance vocale della frontwoman, che alterna registri ed interpretazioni a volte teatrali, a volte più aggressivi, a volte più emozionali.


Altro elemento che caratterizza molti dei brani contenuti in questo lavoro è l'immediata fruibilità dei ritornelli (particolarmente riuscito, a mio personale parere, quello della terza traccia “Heresy”), che verranno certamente apprezzati anche da chi non è propriamente estimatore del genere. Non di rado, in uscita da strofe dalla ritmica piuttosto serrata, si assiste ad aperture a tempo dimezzato, talvolta cantate, talvolta strumentali, come verso la metà del brano “Lucifer”, dove il pianoforte sale in cattedra, creando un'atmosfera drammatica e malinconica. Il sound si mantiene comunque piuttosto moderno ed in linea con gli standard delle produzioni attuali, non disdegnando l'utilizzo di inserti di elettronica che arricchiscono gli arrangiamenti delle chitarre ritmiche, sempre molto efficaci. 

Voto: 7,5/10

Francesco Lattes

Agglutination, dopo Venom e IN.SI.DIA. annunciati i Sodom!

Si và delineando il bill della XXIII edizione dell’Agglutination Metal Festival in programma Sabato 19 agosto in quel di Chiaromonte (PZ) , dopo l’annuncio degli headliner VENOM e i gruppi di apertura ecco un'altra grandissima notizia ossia i SODOM sul palco dell’Agglutination !!! non è uno scherzo !! Dal sound grezzo, violento e diretto, i Sodom sono considerati uno dei gruppi più rappresentativi della scena thrash metal . La band, fondata nel 1981 a Gelsenkirchen, si caratterizzò inizialmente per un’impronta black metal influenzata da gruppi come Venom e Celtic Frost, ben visibile soprattutto nel primo album “Obsessed By Cruelty” (1986), dalle sonorità cupe e pesanti. Con il secondo album “Persecution Mania” (1988) la band ebbe un'evidente sterzata verso il thrash metal e i testi persero la loro accezione satanica per concentrarsi su temi più sociali, per prima cosa la guerra. Risale al 1989 invece il loro più grande successo “Agent Orange”, disco che sancì la definitiva consacrazione della band. Fu il primo album thrash metal tedesco ad entrare nelle classifiche in Germania ed inoltre è tutto’ora l'album thrash metal teutonico che ha venduto più copie. La band capitanata da Tom Angelripper, con 15 album pubblicati e più di 30 anni di carriera, suonerà alla XXIII edizione dell’ Agglutination Metal Festival i classici immortali della loro storia, pronti per Ausgebombt !!!

BLACK STAR RIDERS - Heavy Fire

Nuclear Blast
Eclettico, travolgente e metalloso, così appare il terzo album dei Black Star Riders, gruppo Hard Rock statunitense sorto dalle ceneri dei Thin Lizzy nel 2012. Pubblicato il 3 febbraio 2017 per la Nuclear Blast, dopo due anni di assenza dall’ultimo lavoro “The Killer Istinct”. Evidente è la volontà da parte dei componenti di staccarsi completamente dalla tradizionale linea stilistica del precedente gruppo irlandese. Evoluzione è la chiave dell’intera raccolta, un album di transizione verso qualcosa di ancora più grandioso; da sottolineare è l’eterogeneità delle tracce tanto da apparire quasi spiazzante. La Title track ci mostra un Hard Rock classico e un’esecuzione sempre più veloce dove si innalzano i toni nella parte finale con le chitarre in evidenza. In “When the Night Come In”, l’intensità della musica pare collegato al testo, un richiamo nostalgico all’innocenza, con un rock’n roll impetuoso. Importante all’ascolto è il riff di “Dancing with the Wrong Girl”, traccia facilmente collegabile alla loro produzione antecedente; qui è la notte la protagonista, tutto sembra apparire più precario persino la luce del dì, ora che non vi è più la giovinezza a riempire i cuori palpitanti. Particolare attenzione merita “Who Riders the Tiger”, canzone potente , adrenalinica dove la forza dell’Heavy si unisce alle qualità canore di Ricky Warwick, un vero capolavoro, un’energia devastante che non pare calare.

Due le ballad presenti nella raccolta, “Cold War Love”e “True Blue Kid”:la prima a mio parere di gran lunga superiore, malinconia ed emozionante con un ritornello contrassegnato dal coro dove la voce del frontman fa letteralmente impazzire; mentre la seconda sicuramente meno incisiva, mette in risalto con il testo la parte profonda e introspettiva dell’intero lavoro. Scorrevole e di facile ascolto è “Testify or Say Goodbye”, mentre ispirata ad una conversazione tenuta con un reduce di guerra del Vietnam è “Thinking About You Could Get Me Killed”, trattando un tema più delicato e importante, ‘Non c’è giustizia, non c’è pace’ ripete a più battute, mostrando attraverso l’esecuzione musicale una profonda tensione e inquietudine tenendoci in piu punti quasi in sospensione. Vi è anche spazio per un rock più soft, con una venatura Soul, è il nono brano “Ticket to Rise” dove carismatico è il botta e risposta tra Warwick e il coro femminile, qui si esalta una voce fuori dal coro dando vita nella parte finale ad un vero e proprio Gospel. Non degni di nota gli ultimi due brani che completano solo la raccolta, non all’altezza delle canzoni precedenti. Definisco quest’album un lavoro eccellente dove il dualismo di chitarre, l’alchimia fra i musicisti, i cori e il carisma del frontman restano evidenti in ogni singola esecuzione. Ascoltarlo dal vivo sarà sicuramente un’esperienza trascendentale, questo Hard Rock ad effetto diretto. Unica nota stonata per me è la mancanza di cuore e passione nella stesura dei testi, a dire il vero non memorabili, ma la qualità della musica e dell’esecuzione copre ogni lacuna. Lavoro artistico importante. 

Voto: 8/10 

Angelica Grippa

PRIDE OF LIONS - Fearless

Frontiers
E' sempre un piacere constatare la riconferma di un gruppo, una band che dimostra nuovamente di essere una delle migliori nel suo genere; anche se abbiamo dovuto aspettare cinque lunghi anni (peraltro stesso tempo intercorso fra The Roaring of Dreams e Immortal), l'attesa è stata ancora una volta ampiamente ripagata. Jim Peterik e i suoi Pride of Lions sono ormai sinonimo di garanzia per gli amanti del rock melodico e della buona musica in generale, inoltre avere un singer eccezionale con un'impostazione gospel come Toby Hitchcock fa crescere la voglia dell'ex Survivor di stupire tramite la composizione di tracks cucite su misura per lui, che in alcuni casi fuoriescono dai classici canoni dell'AOR ottantiano per accorpare elementi innovativi convincenti. È per questo che Fearless, quinto album in studio del gruppo americano, cresce di pari passo con gli ascolti, man mano che si riesce ad apprezzare ogni singola sfumatura nascosta dietro agli onnipresenti giochi armonici delle tastiere, alle sempreverdi chitarre in fase compositiva e agli immancabili e preziosi assolo.Delle dodici traccie presenti,"All I See You" è l'opener in premiata veste di singolo nel quale Jim e Toby si dilettano in un gradevole duetto; ben quattro minuti di festante armonia accompagnata da un video finemente sensuale.

Un altro momento easy brilla nella graziosa dinamicità della solare “In Caricature”, dove il sound dei biblici e già menzionati Survivor veglia con discreta eleganza e che, con beneamato vintage, si estende anche a favore del rock leggero di “The Tell”, in quello profondo di “Silent Music” e nel brivido poetico di “Everlasting Love”. Il moto universale del rock si fa più scandito e marcato nell'avvincente title-track, nelle suggestive “Freedom Of The Night” e “The Silence Says It All” e, magic in fundo (accorgimento assai dovuto), nella celebrativa “Rising Up”: cult song dai fasti epocali e che non sfigurerebbe minimamente nella leggendaria saga di “Rocky”. Si ripetono anche gli impagabili sussulti emozionali formando una radiosa parabola ascendente, e della quale ne prendono merito l'ardente“Unmasking The Mistery” e le due mid-tempo “The Light In Your Eyes” e soprattutto “Faster Than A Prayer”: un vero e proprio inno alla voglia di vivere e al quale si lega un benessere musicale senza fine; traccia che si fa ancora più mirabile grazie all'inamovibile accoppiata Peterik-Hitchcock.Non si può parlare di conferma, perché non ce n’era bisogno: semmai, allora, prendiamo “Fearless” come un auspicio per questo 2017, che continui a regalare grandi album per un genere ancora in grado di suscitare emozioni a palate. 

Voto: 10/10

Bob Preda

HOLY MARTYR - Intervista alla Band


Risponde Ivano Spiga: 

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Darkness Shall Prevail è il quarto album in ordine temporale, probabilmente il disco più epico ed atmosferico. È un concept album basato su tematiche tolkieniane, in particolare sul lato più oscuro dell'autore inglese.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Il gruppo nasce a metà degli anni 90, in Sardegna. In origine eravamo un trio chiamato Hell Forge, è stato molto difficile avere una linea up stabile, suonando Heavy Metal tradizionale eravamo decisamente controcorrente. Solo dal 2000 in poi siamo riusciti a stabilizzarci e produrre lavori autoprodotti, diventando immediatamente una cult band in campo Epic Metal. 


Come è nato invece il nome della band?

È il titolo di un brano degli Omen, una band americana degli 80, che lascia ben intendere il tipo di musica che facciamo.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Direi proprio di no alla quotidianità...abbiamo sempre parlato di temi storici, a volte film o libri. Abbiamo scritto un concept su Sparta ed un brano sulle legioni Romane. Il terzo disco era basato sui Samurai e Giappone feudale. In questo album per la prima volta sono stati trattati temi fantasy. Le liriche sono importantissime per il gruppo, vanno di pari passo con la musica, si uniscono all'atmosfera del brano. 

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Suoniamo un Heavy Metal Classico di stampo tradizionale, quindi legato a Iron Maiden, Judas Priest o Black Sabbath per intenderci. Ma all'interno dei nostri brani puoi trovare influenze progressive, doom e speed metal, tutte permeate da tanta atmosfera Epica. In generale possiamo piacere sia a chi ascolta Power Metal che ai fanatici dell'Heavy Metal più ruvido e grezzo. Darkness Shall Prevail ha una prevalenza di passaggi Dark e a tratti Doom, è molto cadenzato e dannatamente Epico, un disco che necessita più ascolti.

Come nasce un vostro pezzo?

Nasce dalle sensazioni che un determinato argomento riesce a trasmettermi, poi trasferisco in musica questa ispirazione. Le liriche vengono dopo, sono una parte essenziale ma ci vuole tempo e cura per renderle al meglio. Musica, metrica e significato in inglese devono rendere allo stesso modo. 


Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

È un disco che va ascoltato come se fosse un unico lungo brano, quindi è difficile scegliere una sola canzone. Probabilmente Dol Guldur è il brano più elegante e meglio composto, in gran parte dovuto ad un coro centrale che ricorda Ennio Morricone. È una cosa di cui andiamo fieri.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Tante, così come ci sono svariate influenze mischiate fra di loro in ogni album. Potrei dirti Iron Maiden, Manilla Road e qualcosa dei Warlord...in generale molto Heavy Metal anni 80. Una caratteristica ben presente è anche la musica classica, puoi sentirla non in maniera preponderante sia su Dol Guldur che in The Dwarrowdelf.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Per ora non abbiamo pianificato nulla. Abbiamo una data importante il 27 Maggio ad Atene, in compagnia dei Cirith Ungol. Sarà una serata storica.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

No...anche perchè la musica non è la nostra attività a tempo pieno. Facciamo il possibile per suonare ovunque ma sarebbe impossibile fare solo questo. 


Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

I gruppi italiani hanno talento e creatività, ma nessun supporto. Purtroppo ti riduci a far diventare questa attività un hobby secondario al tuo lavoro. In altre nazioni sei più tutelato e hai maggiore considerazione, oltre ad avere sovvenzioni statali.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Ci ha aiutato nei primi tempi, siamo letteralmente esplosi nei primi anni del 2000.Col tempo ci ha danneggiato, con internet puoi conoscere tanti gruppi ma alla fine ti scarichi il disco e la cosa finisce qui, nessuno compra musica. Per fortuna abbiamo uno stuolo di fan da parecchi anni e riusciamo ad andare avanti in qualche maniera. Internet è la morte della musica e dell'arte in generale.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Penso riesca a valorizzare le idee che proponiamo. Cambiamo spesso e non ci culliamo sugli allori, restando comunque molto convincenti. Facciamo quello che ci piace e lo sappiamo fare bene. Alla gente piace questa nostra attitudine. 


C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Non saprei. Magari Tony Iommi...siamo nati lo stesso giorno e probabilmente vediamo le cose allo stesso modo.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

A chi non ci conosce suggerisco di comprare il nostro nuovo album e spararlo a volumi pazzeschi. Per quelli che già ci conoscono...siamo tornati, affilate le spade.

Maurizio Mazzarella

Struttura & Forma, In uscita il nuovo cd "One Of Us"


Arista: STRUTTURA & FORMA  
TItolo : " ONE OF US " 
Casa Discografica: ELECTROMANTIC MUSIC
Etichetta : PROG ITALY

Packaging: Digipack
Libretto -
Barcode:
Codice catalogo:
Distribuzione Internazionale MARACASH
Distribuzione nazionale SELF
Distribuzione digitale Pirames International

Data pubblicazione fisico: 21 marzo 2017
Data pubblicazione digitale: 24 marzo 2017

Il progressive Rock Italiano, ha avuto, sin dagli anni 70 un riconoscimento internazionale che arriva sino ai nostri giorni. Nessun altro "genere musicale italiano" ha avuto un tale apprezzamento. 

La melodia, il "coinvolgimento passionale", tipicamente italiani hanno trovato terreno fertile nel mondo progressive, tanto da creare, negli anni 70, una vera e propria ondata di gruppi italiani progressive di valore. 

Da questo prog italiano arriva la band "Struttura & Forma". Nasce nel 1972, nella Genova dei "New Trolls" e dei "Delirium", fondata dal chitarrista Franco Frassinetti, dal bassista Giacomo Caliolo, da Toni Pomara alla batteria e dal cantante-chitarrista Alex Diambrini. 
Da allora, la band, specie negli anni 70, ha avuto una sua dimensione concertistica, subito vari cambi di formazione, scioglimenti e "reunions" varie, come nella storia di molte band, per approdare, quindi, ai giorni nostri, al debutto discografico. 

La band, riformata oggi da Franco Frassinetti e Giacomo Caliolo, arriva alla produzione del suo primo album ufficiale, "One Of Us", con una formazione che comprende Claudio Sisto alla voce, Marco Porritiello alla batteria e Stefano Gatti al basso. 

In "One Of Us" troviamo la loro musica originale degli anni 70, a cui si sono aggiunte nuove composizioni, perfettamente allineate allo stile della band.
Tra queste, vi è anche un omaggio a Greg Lake, realizzato nell'estate del 2016, che si è trasformato in tributo al grande artista, icona del prog, dopo che questi ci ha tristemente lasciati a inizio dicembre.
Il brano in questione è il classico "Lucky Man" che troviamo qui in una versione "estesa", con nuove parti, una "nuova struttura", arrangiata e prodotta da Beppe Crovella e Franco Frassinetti.
Crovella, membro originale degli "arti & mestieri" solista e personaggio significativo nell'arco di tutta la storia del progressive italiano è lo "special guest" nella produzione, comparendo in tutti i brani dell'album al "Mellotron". 

Il CD si apre con "Vintage Worms", inizio del brano “Vermi” registrato nel 1972, come a ricordare "di fatto" le radici della band.
Negli "Struttura e Forma" è presente la libera ricerca creativa fuori dagli schemi degli anni 70, con la "determinata freschezza", di chi vuole portare avanti la propria dimensione creativa ai giorni nostri.

La distribuzione internazionale è affidata a Maracash con Self come distributore italiano

La distribuzione digitale e' affidata a Pirames International 

Sito band: 

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Sito etichetta: 

mercoledì 22 marzo 2017

Electric Swan, in uscita due singoli ed un videoclip

Grande fermento in casa Electric Swan. La band sotto contratto con la Black Widow Records di Genova, anticiperà l'uscita del nuovo album in studio, mettendo a disposizione su tutti i maggiori store digitali due singoli. Si tratta dei brani Cry Your Eyes Out e Face To Face. La data di uscita è stata fissata per il prossimo 27 di Marzo. Per lo stesso giorno, sarà disponibile direttamente sul canale Youtube della Black Widow Records, il video del brano Cry Your Eyes Out. Ufficiale anche il titolo del nuovo album che sarà Windblown, la cui data di uscita è stata fissata per il prossimo 6 Maggio.   

Alfredo Gargaro, disponibile il video del brano Various

Prosegue senza sosta il successo del primo disco solista di Afredo Gargaro, guitar hero dedito ad un pregevole hard and heavy iper tecnico, dal titolo Various edito da Sliptrick Records. Nel contempo, è stato reso disponibile sul canale youtube dell'etichetta discografica, il video della title-track, Various appunto, che sintetizza in modo pregevole tutti quelli che sono i contenuti complessivi del disco e ci mostra l'artista in forma smagliante. 

Il video è visibile al seguente indirizzo web: 

Nel contempo Alfredo Gargaro prosegue anche la sua serie di date live a supporto di Various. Il 31 Marzo sarà infatti di scena al Contestaccio di Roma, supportato dei Game Zero che apriranno la serata. Il 28 aprile prossimo invece, Alfredo Gargaro supporterà lo show live di Pino Scotto presso il Jailbreack di Roma.

Maghi di Ozzy, serie di appuntamenti live a supporto di Ho Perso l'Eden

Prosegue l'intensa attività dal vivo dei Maghi di Ozzy a supporto del proprio disco d'esordio dal titolo Ho Perso l'Eden, un lavoro che sta raccogliendo un folto numero di consensi tra pubblico e critica. La band toscana, sarà di scena 23 di Marzo in quel di Siena presso lo Skilè Music Bar. Mentre per il prossimo 14 di Aprile è stato fissato un appuntamento imperdibile. I Maghi di Ozzy infatti si esibiranno dal vivo presso l'Hard Rock Cafe di Firenze, per uno show che si preannuncia sensazionale! Nel mese di Maggio, precisamente giorno 11, sarà da non perdere lo show al Cacio e Pere di Siena, successivamente il 27 si esibirà al Rock Heat di Arezzo con diretta su Radio Effe. Ufficiale la presenza dei Maghi di Ozzy nel primo week-end di Settembre all'Home Festival di Treviso.