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martedì 16 gennaio 2018

NIGHT LEGION - Night Legion

Massacre
E siamo pronti a dare il benvenuto qui da noi ad una scena Power/Heavy ancora non conosciutissima. I Night Legion provengono dalla lontana Australia. E il loro omonimo esordio è bestiale e furioso quanto ben curato e realizzato. Certo qui e là permangono i manierismi (ad esempio la voce stereotipata del Power che noi tutti ben conosciamo), ma se smettiamo un attimo di pensare a tutti i costi alle simiglianze... se spegniamo un attimo quella zona del cervello (finto-)razionale che ci hanno stimolato eccessivamente da adulti, insomma, e ci caliamo semplicemente nell'ascolto di un prodotto discografico di sicura buona classe e fattura, dove traspare la pura passione dei nostri per le sonorità teutoniche, allora "Night Legion" ci permetterà diverse soddisfazioni.

Credo che tutto sia simboleggiato dall'anthemica title-track, messa per seconda nella tracklist. Il ritornello "Night legion - we will never surrender we will never give in / Night legion - born to test the world" vi vedrà in men che non si dica nelle condizioni di partecipare al coro anche lontano dalla sala concerti, semplicemente ascoltando l'album. E questo è buono. La costruzione delle composizioni è resa al meglio, a dimostrare che in ogni parte del mondo può nascere la band tale da utilizzare anche la più piccola briciola di passione personale nel creare la propria musica secondo gli stilemi che le sono più congeniali. Bontà loro: per una volta ci troviamo di fronte ad una band capace di fare a meno della prolissità, sfornando un infuocato album, tanto appagante in pieno lungo tutti i suoi 38 minuti. Tutti i membri del gruppo dimostrano di avere le doti tecniche di rigore per presentarsi come si deve... ed in più, i nostri hanno una particolare propensione per le armonie ben costruite nei refrain. Insomma, nell'ambiente Power Metal che conta, i Night Legion non sfigurano. Diamo loro una possibilità. 

Voto: 8/10 

Alessio Secondini Morelli

PRETTY BOY FLOYD - Public Enemies

Frontiers
Il Glam!!! (Metal!!!) Quello vero, quello di fine anni '80, epoca d'oro. E chi si sarebbe mai sognato che ricicciassero fuori discograficamente... I Pretty Boy Floyd? Tamarrissima quanto mitica band americana tutta trucco e lustrini, ma capace di infuocare un party studentesco con sole due note d'attacco di una song con il tipico rovente e trasgressivo riff di chitarra, suonato anche con il più schifoso giradischi. Saranno pur lontani i tempi del bellissimo esordio "Leather Boyz with Electric Toyz"... per la verità, i nostri non hanno certo smesso di suonare, nonostante una prevedibile trafila di battute di arresto che la loro attività di band ha subito in questi 30 anni di esistenza (il Glam Metal, insomma, non è più da tempo un genere mainstream, voi tutti lo sapete bene). Per lo stesso motivo, la loro attività discografica è ridotta al lumicino: contando dal suddetto esordio datato 1989, questo "Public Enemies" del 2017 è il quarto album. Quinto, se si conta anche il Tributo che i nostri hanno fatto ai Kiss nel 2010. Ma è sempre una gioia riascoltare una band che, perlomeno quando riesce a incidere un nuovo album di inediti, dimostra di non aver assolutamente dimenticato i migliori trucchi del mestiere. L'album dimostra una giovinezza ritrovata (o forse mai perduta?) che riscalda il cuore! E tutto, proprio tutto, in linea con ciò che di più bello si ricorda del Glam Metal. Produzione cristallina ma non anacronistica, buon sano Hard Rock & Roll tanto accattivante e... testi e titoli tanto tanto Sleazy, che più Sleazy non si può. Ne volete un assaggio? "High School Queen", "Do Ya Wanna Rock", "Girls All Over The World", tutti titoli che fanno immediatamente capire il "manierismo" del genere musicale in questione. E quanto loro possano esser considerati dei veri maestri... trasportati in epoca attuale con la macchina del tempo.

Le chitarre, soprattutto, sono davvero roventi ed hanno un suono molto Heavy ed allo stesso tempo orecchiabile (ed era la cosa che più mi piaceva di molti gruppi Glam del periodo). Inoltre, una performance vocale, quella del grande Steve "Sex" Summers, meravigliosamente velenosa ed aspra ma di gran carattere, nel suo tipico modo di cantare a mo' di "checca primadonna" liceale. Tra l'altro mi sento di dire che, con le dovute proporzioni, il singolare cantato di Steve Summers mi ricorda spesso e volentieri certi vocalizzi altrettanto velenosi e trasgressivi, ma di ben altra levatura, tipici del "nostro" Steve: Steve Sylvester, ovvio (vedo già tanti saltare dalla sedia urlando al sacrilegio... ma era una cosa che dovevo dire prima o poi. Comunque, i paragoni con i Death SS terminano qui, chissà però se davvero Summers si sia almeno un po' ispirato al nostro... tutto è possibile, i "nostri" hanno influenzato molto più di quanto immaginiamo). Non mi soffermo ulteriormente sulla tracklist: il disco scivola spensieratamente tanto tanto bene dall'inizio alla fine e, quel che conta, pur contenendo stilemi triti e ritriti che sono tutti quelli tipici del genere, il coinvolgimento è al massimo. E questo, ripeto, tanto grazie ad una band che dimostra di non aver perso lo smalto dei tempi migliori, quanto ad una produzione nitida e perfetta. Io consiglio caldamente a chiunque, anche non appassionato di Glam, di darci un ascolto. Il disco è bello, le canzoni sono tutte belle heavy, dirette, spensierate e rockeggianti, come di rigore. Non vi è virtualmente alcun difetto su quest'album, a parte il fatto di essere così settoriale (ma ovviamente ai fans del genere questo deve fregare davvero poco) e anche piuttosto... sorpassato per chi ascolterà solo "Mathcore" o "Nu Metal". Ma io me ne frego altamente, e invito anche voi a farlo. Quindi, con il cuore in alto dico: bentornati Pretty Boy Floyd. 

Voto: 8/10 

Alessio Secondini Morelli

Max Smeraldi & Freddy Rising + T.I.R. - Live at Defrag, Roma - Sabato 13 gennaio 2018

La sera di sabato 13 gennaio 2018, nella splendida cornice della sala concerti Defrag di Roma, si è svolta la seconda data romana di supporto del CD "Strada Maestra" di Freddy Rising (voce) e Max Smeraldi (chitarra), due artisti di pluridecennale e consumata fama dell'Hard & Heavy capitolino. Stavolta però i nostri hanno avuto l'onore anche di incrociare il palco con i T.I.R., storica metal band capitolina esistente dal 1980, la quale recentemente ha visto l'ingresso alla voce di Flavio Falsone (ex-Messerschmidt ed ora anche in forza nei Whisperz), rappresentante la nuova guardia del metal romano. I T.I.R., oltre a presentare tutti i brani più forti del loro repertorio, incisi nel CD del 2011 pubblicato dalla Jolly Roger Records, hanno alternato assieme al loro attuale cantante ben tre "storici" guest vocalists di eccezione.

Trattasi di Andrea Strappetti (Maskim, Messerschmitt) e di due passati cantanti nella storia del gruppo: Frankie Force (con cui è stata eseguita "Amsterdam", loro celeberrima song della compilation "Metallo Italia" del 1986) e Ulisse Minervini (precedentemente anche con Ulysses e Martiria), più noto a tutti per il ruolo del Murena sul film "Troppo Forte" con Carlo Verdone ed oggi residente all'estero. Tutti i cantanti (ed i musicisti) hanno dato bella prova di loro, e il tutto si è trasformato in una festa celebrativa dell'underground metal romano, il cui ricordo non tende per fortuna ad affievolirsi nonostante tutto. Freddy &  Max non sono stati da meno, sciorinando una scaletta di ottimo Hard Rock cantato in italiano, comprendente soprattutto brani dall'album in promozione "Strada Maestra" più un paio di covers scelte in maniera altamente oculata come "Dreaming" e "Kill The King".

E' obbligatorio segnalare che le rispettive esibizioni si sono concluse entrambe con una classica metal cover di ordinanza a testa, per le quali sono stati chiamati sul palco tutti i cantanti guest stars presenti alla serata. Si sta parlando di una buona ed energica resa di "Breaking The Law" dei Judas Priest per i T.I.R., nonché di un superbo riarrangiamento di classe di "God Gave Rock & Roll" dei Kiss per Freddy e Max. Il concerto è stato superlativo, ma soprattutto l'esecuzione delle suddette covers ha aggiunto il sapore della celebrazione e della festa collettiva, giacché i circa 250 intervenuti sono stati estremamente partecipi ed emozionati dalla performance. E così, anche stasera la febbre del metallo ha fatto il suo corso. Fino alla prossima volta, in cui un nuovo guerriero della stirpe dei Taharakiani sorgerà a debellare le forze del male. Sì, sono più o meno le parole finali del film animato "Heavy Metal" del 1981, le trovo adattissime alla fine della recensione. E anzi non me ne vergogno minimamente. Viva i T.I.R. e viva Freddy & Max. Benedetti anche da Taarna. \m/ \m/

Scaletta T.I.R.
1) Roma
2) Dark Rebel
3) Heavy metal tir
4) Vai
5) Il volo delle aquile (+Ulisse Minervini alla voce)
6) Nell'anima
7) Hidra (+Andrea Strappetti alla voce)
8) Firesword
9) Amsterdam (+Frankie Force alla voce)
10) Shout 
11) Satan's ride
12) Breaking the law (Judas Priest cover) (+Ulisse Minervini, Andrea Strappetti e Frankie Force alla voce)

Scaletta Freddy Rising / Max Smeraldi
1) Intro -  STRAMALEDETTA CITTA’
2) Fine dei giochi
3) VENDITORI DI SOGNI
4) Quello sbagliato
5) Strada maestra
6) Vecchio blues 
7) Non pensare a me
8) Chi puo’ sapere ? 
9) Dreaming (cover Malmsteen)
10) CAMBIA PRIMA TU
11) Kill the king (cover Rainbow)
12) God gave rock’n’roll (cover KISS) (+Flavio Falsone, Ulisse Minervini, Andrea Strappetti e Frankie Force alla voce)

Alessio Secondini Morelli

THE OTHER - Casket Case

Steamhammer
Debbo ammettere che gli energici e vigorosi The Other mi fanno davvero uscire fuori di melone! Tedeschi, veterani del Punk-Metal esistenti dal 2004, arrivano al loro spettacolare ottavo album "Casket Case" con la Drakkar Records dopo esser passati per la mitica Steamhammer. E che album! Nulla di nuovo sotto il sole, ma tutto reso alla grande. Dalla produzione alla perizia dei musicisti, alle composizioni. I nostri appartengono ovviamente alla più pura corrente dell'Horror Punk, vale a dire quel particolare sottogenere tematico del Punk Rock che fu inventato dagli epocali Misfits, iconograficamente e liricamente affine ai più classici Horror Movies. Le chitarre hanno un suono davvero da sturbo, sempre tendenti verso il metal, e i nostri suonano le loro veloci e aggressive songs l'una dopo l'altra con un'energia adolescenziale da band esordiente, proprio come si trattasse del loro primo album. Ma con una buonissima verve musicale tipica della band matura e conscia delle proprie potenzialità. L'attacco con la prima "A Party At Crystal Lake" (una voce di derivazione rockabilly che intona freneticamente "There's a party at Crystal Lake you're all inviiiited!!!") è davvero epocale.

Vi piacerà a tal punto da richiederla a furor di popolo come sigla di testa di un nuovo probabile capitolo della saga di "Venerdi 13". Le canzoni sono tutte rockeggianti e scatenate, i ritmi sono sostenuti, ma fa anche capolino qua e là qualche piccolo preziosismo di arrangiamento per aggiungere un po' di suspence, come nella parte centrale, piuttosto teatrale, di "Little Black Riding Hood", recitata da una guest-vocalist femminile (chi è cotal gentil donzella? Purtroppo la mia versione è priva di credits quindi non mi è dato saperlo). Oltretutto i nostri riescono a convergere decisamente sul metal classico in maniera anche più netta, confezionando una canzone praticamente metal come "Faith And The Fallen", così come la ben riuscita power ballad "Till Death Do Us Apart". Niente male. L'album nel suo complesso è spassoso, divertente e ben confezionato. E pare possedere un equilibrio perfetto tra l'orecchiabilità e la potenza del Punk ai limiti del Metal. I titoli delle songs sono tutti appannaggio degli appassionati dei classici Horror B-Movies ("Dead And Gone", "Werewolf Of Bedburg", "What It's Like to Be A Monster"...) e, naturalmente, i tipici coretti "Wooo-hoooo-hooo" riportano sempre un po' troppo alla memoria i capistipite storici Misfits... ma cosa ci volete fare? Horror Punk è il nome del genere musicale, gli stilemi sono quelli, e fino a che esisteranno bands di questa caratura che sfornano dischi con qualità così buona, il genere suddetto continuerà ad esistere ed a spaventare i genitori retrogradi, almeno quanto facevano una volta gli Horror Movies della storica rubrica di Zio Tibia del mercoledi sera in seconda serata. Non c'é molto altro da dire. Bravi e continuate così. Appassionati di Punk e di Horror, e di Horror-Punk soprattutto, questo disco fa per voi. 

Voto: 7/10 

Alessio Secondini Morelli

SECRET RULE - Intervista alla singer Angela Di Vincenzo


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Il 10 Novembre è stato rilasciato worldwide il nostro terzo album “The key to the World” via Pride&Joy Music. L’album contiene 13 tracce e vede come collaborazione esterna alle tastiere Henrik Klingenberg dei Sonata Arctica, che aveva già collaborato sull’album precedente. Inoltre si possono trovare due splendidi duetti, “Imaginary World” con Ailyn ex-cantante dei Sirenia e “Twin Flames” con Henning Basse dei Firewind, Mayan.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band nasce da un’idea di Andy e Michele che si conoscono da molti anni e hanno suonato insieme anche in altri progetti. Io e Andy ci siamo conosciuti circa 15 anni fa in un progetto temporaneo e quindi alla fine del 2013 mi contattò per sapere se ero interessata e disponibile per questo nuovo progetto. Ci siamo visti in sala ed è stato subito amore. Dopo una serie di cambi di batterista, Nicola Corrente è ora in pianta stabile dall’ultimo disco. 


Come è nato invece il nome della band?

“Secret Rule” nasce dal concept che è stato scritto appositamente per il nostro primo disco “Transposed Emotions”. Abbiamo immaginato un futuro non troppo lontano dove l’alto potere e le case farmaceutiche controllano la società attraverso un virus che provoca “depressione”. Alcuni immuni (i componenti della band) creano musica con messaggi che possano risvegliare l’umanità (il segreto), mentre un’entità dal futuro (Angela) porta la regola, quello di trasmettere la musica attraverso le frequenze naturali della terra per non essere intercettati e per arrivare alle persone durante la fase REM, quindi al loro subconscio per risvegliarli. 

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Solitamente scrivo io i testi e mi ispiro a ciò che mi circonda. Spesso sono il riflesso della società filtrato dalla mia visione, altre volte parlo di situazioni che vivono altre persone e provo ad immaginare cosa si possa provare, ma alla base di ogni testo, c’è sempre un messaggio che voglio lanciare per far riflettere sulle condizioni dell’uomo e della società.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Tutti e tre i nostri album sono molto contaminati. All’interno si potranno ascoltare influenze symphonic, rock, industrial, elettroniche, ma fondamentalmente c’è molta melodia contrapposta a potenza. 


Come nasce un vostro pezzo?

Un pezzo solitamente nasce o da una mia idea vocale che passo ad Andy e poi lui costruisce l’arrangiamento intorno o viceversa, Andy mi manda qualche riff e io provo a metterci su qualche idea vocale. Dopo si passa il brano alla sezione ritmica ed infine si affina in sala prove tutti insieme. Il testo solitamente è l’ultima cosa che scrivo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

E’ difficile da dire. Forse “The song of the Universe” è uno dei nostri preferiti e uno dei primi che abbiamo scritto, da quel brano è partito tutto. Ma anche “Are you gone?” ed “Empty World” non sono da meno. Il punto è che in ogni brano c’è una parte di noi, quindi è difficile scegliere, è come chiedere ad un genitore qual è il figlio preferito J

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Ognuno di noi ha un background musicale diverso, dal classic metal anni 80 al pop italiano, cosi come l’opera o la dance anni 70. Poi nel corso degli anni pian piano ci si appassiona ad altri generi o si scoprono nuovo influenze. Tutto quel che ascoltiamo necessariamente ci influenza, ma sarebbe troppo riduttivo limitarlo a qualche band o qualche genere. 


Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Attualmente stiamo promuovendo il nostro album con l’attività live che riteniamo essere la più efficacie per farci apprezzare e conoscere. Dopo alcuni live di apertura a band del calibro dei “Kobra & the Lotus”, “Xandria”, “Blaze Bayley” a Febbraio accompagneremo i Serenity, Visions of Atlantis e Sleeping Romance per una parte di tour Europeo ed a seguire ci saranno altre date in UK, Belgio e Germania.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

No, al momento non è un nostro obiettivo, preferiamo il contatto con il pubblico reale più che virtuale J …a parte gli scherzi, in questo momento non siamo interessati a questo tipo di release, chissà in futuro.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

La risposta è molto complessa, ma per sintetizzare, possiamo dire che in Italia manca la cultura e la curiosità nell’ascolto di nuove proposte. Probabilmente questo è dovuto a un sistema che ormai ci ha assorbito completamente, negandoci la possibilità di scelta. Il mainstream ormai la fa da padrone, e solo i pochi curiosi riescono a seguire nuove proposte musicali, ma questo in tutti i generi. Il metal nel particolare, è sempre stato considerato di nicchia qui in Italia, quindi di certo non ci possiamo aspettare chissà cosa. Quel che preoccupa sono le nuove generazioni che vediamo molto distanti dal nostro genere. Speriamo davvero di ricrederci nei prossimi anni. 


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet ha una potenzialità assoluta, grazie alla rete oggi si riesce ad arrivare ovunque. Per quel che è la nostra esperienza, possiamo solo dire di essere stati agevolati da questo mondo, che come tutte le cose ha dei difetti, ma a conti fatti, per noi l’esperienza è ancora in attivo.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

In toto, visto che suoniamo ciò che vogliamo suonare. Ci sentiamo appagati, soddisfatti ed orgogliosi.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Ognuno di noi potrebbe fare un nome diverso, quindi è una domanda ardua, ma essenzialmente diciamo che tutti quelli con cui abbiamo desiderio di collaborare finora hanno suonato sui nostri dischi, quindi i prossimi li vedrete aggiungersi man mano J

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Certo, innanzi tutto grazie per lo spazio che ci avete dedicato, quindi un grande saluto a tutti i vostri lettori esortandoli a partecipare il più possibili agli eventi live musicali ed a sostenere le band acquistando CD e merch…è una cosa molto importante per chi investe tutto su un progetto musicale. A presto!

Maurizio Mazzarella

sabato 13 gennaio 2018

PARRIS HYDE - Intervista all'Artista


Ciao Parris, potresti farci una breve cronistoria della band per presentarti ai lettori di Giornale Metal?

Ciao a tutti i lettori. Tralasciando le mie band passate, questo gruppo nasce come mio progetto semisolista nel 2013. Dopo un Ep e la partecipazione ad una serie di compilations, siamo arrivati alla pubblicazione dell'album “Mors Tua Vita Mea” nel 2016, sviluppando anche la decisione di svolgere un'attività “live”. Da lì siamo diventati una band vera e propria, condividendone oneri ed onori.

E’ stato difficile concepire i brani? sentivate qualche pressione nel momento della registrazione?

Molti dei brani di Mors tua Vita Mea  sono stati da me scritti da diverso tempo, ma non potevo assolutamente escluderli, perchè volevo che l'album rappresentasse una “summa” delle mie composizioni piu' riuscite. Adesso invece sì che, finalmente, potro' dedicarmi a nuove canzoni. La pressione principale in fase di registrazione è stata il mettermi alla prova come cantante per la prima volta, ma mi sentivo pronto. 


L’album è un puro concentrato di heavy metal, ho sentito influenze dei Lizzy Borden dei bei tempi, Mercyful Fate, soprattutto nell’uso delle chitarre e delle atmosfere e un profumo del buon Alice Cooper; ho preso un abbaglio? quali sono i vostri numi ispiratori?

Molte influenze probabilmente emergono inconsciamente . Ad esempio sono stato fan dei Mercyful Fate fin dai loro primi tempi, tanto da essere iscritto al fan club in Danimarca . Non posso dire però che ho costituito i Parris Hyde per emulare nessun artista in particolare. Sicuramente a livello scenico ci sono molti richiami a Lizzy Borden e di conseguenza anche ad Alice Cooper, anche se a volte, invero, penso di avere inventato qualcosa di nuovo e “simpatico” per il nostro spettacolo, salvo poi scoprire su youtube che lo aveva già fatto Lizzy od Alice !!!

Mi sono piaciute moltissimo “2nd2no1”, ”Life on the line”, ”Digital dreamland”e “I love shopping” (with your money),davvero trascinanti; di che parlano i testi dei brani contenuti nel disco?

I testi sono vari, non mi voglio fossilizzare su argomenti specifici. Soprattutto cerco di scrivere qualcosa di intelligente, cercando di evitare di utilizzare le solite quattro frasi come fanno moltissime band (italiane e non). Certe liriche sono pervase dall'umorismo, come “I love Shopping (with your money), che fa il verso al famoso libro di Sophie Kinsella. Altre come “Digital Dream Land” parla del sempre piu' attuale problema della dipendenza tecnologica (notare che avevo scritto la canzone nel 2001). “2nd2no1” è la nostra “Me against the world” (Lizzy Borden)

Ho notato che il disco è pervaso da un’atmosfera horror, chi è l’amante dell’orrore o lo siete tutti? e quali sono i tuoi gusti cinematografici o letterari in materia?

Sicuramente  sono io l'appassionato di film horror, ma non posso dire di essere un cineasta o di avere una vasta cultura in materia , mi limito a guardare . I miei gusti letterari in ambito horror non possono prescindere da Stephen King ed E.A. Poe, anche se in realtà preferisco la letteratura fantasy, su tutti R.R. Martin (quello del Trono di Spade) e soprattutto Tolkien (non posso rinunciare a rileggere il Signore degli Anelli almeno una volta all'anno) Comunque mi piace ricreare delle atmosfere gotiche ed orrorifiche sia a livello musicale, nelle nostre canzoni, che visivo, nei nostri spettacoli. 


So che avete avuto un ricambio in line up, come vi trovate col nuovo membro Paul Crow?

Ottimamente , Paul è un grande chitarrista , sia nella solista che nella ritmica, ed ha dato un tocco di potenza in più che mancava. Spero che in futuro possa contribuire alla composizione con dei riff tritaossa

Cosa bolle in pentola per i Parris Hyde?

Stiamo registrando un Ep , con un brano inedito e 4 cover, che ha l intento di diluire l attesa del nuovo album . Inoltre costituisce un interessante esperimento volto all’ interpretazione nel nostro stile  di canzoni al di fuori del nostro genere . Anche l inedito esula dal nostro stile , trattandosi di un blues , opportunamente metallizzato

Da dove deriva il tuo nome, che da anche il nome alla band?

Innanzitutto diciamo che il nome suona bene , no ? Poi c è una parte che richiama il mio vero nome ed infine il riferimento a “mr hyde” , la parte “malata” di me 

Secondo te, che suggerimento o consiglio potresti dare ai giovani metallari che vorrebbero conoscere meglio i nostro underground?

Ora c è la possibilità di avere tutto su YouTube ed anche i concerti , nonostante quello che si dice, sono molto più numerosi dei vecchi tempi , quindi solo un po’ di voglia di scoprire i tanti validi  e professionali gruppi della scena metal. Per chi suona , invece, consiglierei di non avere fretta di buttare i brani su YouTube o Facebook , prima è il caso di lavorarci molto bene, perché quello rappresenta il proprio biglietto da visita

Bene, l’intervista è finita, a te la conclusione, un abbraccio e supporto sempre!

Un ringraziamento a chi ha avuto la pazienza di leggere questa intervista ed un invito a tutti ad interagire con noi sui nostri profili social . Stay metal, free as an eagle !!! 

Matteo Mapelli

SEVEN SPIRES - Solveig

SAOL
Ciò che a me piace di certo Power/Prog Metal è che alla fine le bands si stancano dei soliti stilemi triti e ritriti ed iniziano... non tanto a "sperimentare" a tutti i costi, quanto a trovare una direzione musicale originale e creativa, senza tradire le proprie origini. E' il caso di questi esordienti statunitensi Seven Spires, i quali dopo appena un singolo ed un EP ci propongono un bellissimo primo album autoprodotto (COSAAA??? Vergognatevi labels, provvedete subito a procurar loro un contratto dignitoso!) dove la loro vena Prog Metal è sviluppata in un senso artistico nobile ed elevato. Sono davvero esterrefatto dall'alta qualità delle performance dei musicisti, e dalla grande diversità di atmosfere tutte accomunate dall'alone "leggendario" ed "oscuro" che rappresenta la base concettuale della loro verve compositiva. Siamo poi difronte ad una female singer, la brava Adrienne Cowan (qui anche tastierista/pianista), dalla voce espressiva e "liricista" ma non priva di energia e versatilità (e sentirete che estensione!). Le parti cantate sono tutte perfettamente calzanti sulla sua splendida voce, che passa con nonchalance dal canto melodico ed emotivo di "Encounter" agli splendidi vocalizzi acidi e pieni di energia di "The Cabaret Of Dreams" fino alle orientaleggianti "Choice" e "Closures" (quest'ultima davvero bellissima, forse la migliore del lotto).

Per non parlare di "The Paradox" e "Serenity" dove i nostri sconfinano addirittura nel Black Metal sinfonico (ed anche qui le vocals sono perfette, non c'é che dire). Segnalo inoltre il bel finale sinfonico rappresentato dalla epica "Ashes" e soprattutto da "Reflection", contenente gli stessi temi musicali in versione orchestrale. Tutto questo per un esordio discografico superlativo. Nonostante la line-up sia momentanteamente incompleta (sono privi di batterista), si apprezza inoltre la buona perizia dei musicisti coinvolti, vale a dire il giovane shredder malmsteeniano Jack Kosto ed il bassista Peter Albert de Reyna. Le songs si susseguono mostrando una quantità di "good vibrations" davvero pregevole. L'attenzione dell'ascoltatore viene sempre tenuta alta (e ce ne vuole, in un'ora abbondante di musica), grazie a composizioni complesse e sfaccettate tra parti melodrammatiche, reminiscenze folkish, metallo rovente, arrangiamenti tastieristici variegati, eleganti ed estremamente rifiniti, influenze Power e Prog e "addirittura" melodie ed armonie che sanno fortemente di AOR/Pop Metal di annata (ma ugualmente epico e di classe). Il tutto "pilotato" dalla nostra bella e brava vocalist. Giacché mi chiedo, perché non dare una possibilità a questa band, che ha tutte le carte in regola per essere la "next big thing" del settore Prog/Power Metal? Labels, fatevi avanti. E voi amanti della parte nobile, epica e progressiva del metal, fatevi avanti e supportate. Questi fanno sul serio. Tifiamo per loro. 

Voto: 8/10 

Alessio Secondini Morelli

venerdì 12 gennaio 2018

Rossometile, gran ritorno con una nuova edizione di "Nel Solstizio d'Inverno"!

Grandi novità in casa Rossometile. La band campana ha registrato in una versione completamente rinnovata e riarrangiata il brano "Nel Solstizio d'inverno (parte 1 e 2)", già presente nel loro ultimo album in studio dal titolo Alchemica. Il prossimo 13 di gennaio, sarà pubblicata la prima parte sul canale Youtube della band ed in contemporanea su tutti i digital store più importanti. I Rossometile stanno lavorando anche ad i nuovi brani che andranno a comporre il nuovo album in studio. Restate sintonizzati in attesa di ulteriori novità!

Alessio Secondini Morelli, arriva il nuovo singolo Arkam!

E' finalmente disponibile Arkam, nuovo estratto da Hyper-Urania, il progetto solista di Alessio Secondini Morelli (Anno Mundi), chitarrista romano di notevole qualità e talento. L'artista che poche settimane fa aveva lanciato il brano Lords Of The Flies riscuotendo un buon successo, torna con un brano esaltante, quale Arkam, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Al brano hanno partecipato oltre allo stesso Secondini Morelli alla chitarra, anche Federica Garenna alla voce, Eme Laglia al basso e Daniele Zangara alla batteria. 

Il brano è disponibile anche su Youtube come lyric video al seguente link: 

Echo Atom, band chiusa in studio: pronti due nuovi brani!

Stanno lavorando sodo gli Echo Atom. La band si è chiusa in studio con Massimiliano Rosati, uno dei massimi professionisti del settore, in quel di Civitavecchia per registrare due nuovi brani. Si tratta di Dreamcatcher e Peaks, componimenti che si aggiungono alle altre 3 canzoni già pronte, per un totale di 5 brani che andranno a comporre il primo EP targato Echo Atom. L'esordio discografico avverrà sotto l'egidia della "Seahorse Recordings", una della label indipendenti italiane più rappresentative per lanciare e rilanciare proposte di notevole spessore tra le scene cantautoriali, orchestrali, new folk, post rock, alternative e indie, sia continentali che intercontinentali. Il nuovo EP degli Echo Atom, sarà poi successivamente supportato da una serie di date live che saranno successivamente comunicate.