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Cadaveria VS Necrodeath

lunedì 16 gennaio 2017

DARIO MOLLO'S CROSSBONES - Rock The Cradle

Frontiers
Quella dei Crossbones è una band italiana che si è formata nell’ormai lontano 1987.Di origini liguri,ha nel suo chitarrista Dario Mollo il suo vero e proprio leader. Tanto è vero che,in questo come back sotto label Frontiers Record,rispetto al precedente,si presenta come Dario Mollo’s Crossbones.L’album si intitola Rock The Cradle.Uscito alla fine del 2016,vede la presenza  di Ezio Secomandi alla batteria (già presente nella formazione originale), Dario Patti alle tastiere nonché al basso e,su suggerimento di Don Airey (K2,Deep Purple),Carl Sentance(già con i Nazareth nonché i Krokus) alla voce. E se Don non rientra nella band di questo nuovo progetto,c’è però la presenza come produttore di Kit Woolven il cui curriculum professionale annovera nomi veramente importanti come Ufo,Magnum e Thin Lizzy. Ascoltandolo,sono dell’idea che in realtà non ci troviamo di fronte ad un progetto le cui intenzioni siano quelle di metter in evidenza le indiscusse capacità creative di Mollo rispetto agli altri componenti della band. E questo appare ad esempio evidente nel primo brano della track list dal titolo “Red”dove infatti gli assolo chitarristici sono ridotti al minimo rendendo così la parte vocale tale da colpire subito per la sua semplicità ma al tempo stesso …impatto. E che dire poi del brano successivo”Take Me High”…..che ricorda il sound della profonda porpora… Ad ogni modo ,ci troviamo di fronte ad una splendida alternanza di pezzi più lenti rispetto ad altri molto più veloci.

Della prima categoria direi che quello di “Navigation”,è il brano che più mette in risalto la melodia vocale di Sentance. E se la title track riesce a fondere riff nonché atmosfere proprie dell’Heavy anni ottanta con sonorità più…moderne,”Gates of Time”,è invece la classica nonché immancabile ballad che grazie all’atmosfera del tutto particolare creata dalla semplicità della parte vocale….è indubbiamente di una spanna superiore rispetto al resto della track list.Ecco perché,seppur degne di nota,anche la successiva”I Got This Feeling”così come “In My Blood”….non reggono il confronto! Concludo con “Running from the Shadow”….di chiara caratura metallica che mescola ancora sapientemente heavy and melody. In definitiva,”Rock the Cradle”grazie alla presenza di un buon numero di brani di elevato valore,è non solo un’ottimo ritorno sulle scene di Dario Mollo,ma,al tempo,stesso,anche una nuova potenziale icona in grado di soddisfare pienamente le attese sia dei nostalgici del loro primo album che di nuovi fans che sicuramente non mancheranno…. 

Voto: 8/10

Bob Preda

KUADRA - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Il titolo è “Non avrai altro dio all’infuori di te”. Pensavamo quindi al futuro, un futuro che sembra quasi scontato se si osservano gli eventi che stanno caratterizzando il nostro presente. Ed è da questa sensazione di impotenza, di accerchiamento che nascono le nostre canzoni. Il nostro è un disco introspettivo con sonorità cupe ma abbiamo cercato di lasciare al suo interno, forse in modo poco evidente, qualcosa di luminoso.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band è nata nel 2006 a Vigevano. Alcuni hanno preso una strada diversa, io(Yuri) e Zavo, i fondatori, abbiamo tenuto duro e abbiamo accolto Van alla batteria, che si è unito a noi già dal primo disco e infine Simone, che ha cominciato a suonare con noi durante il tour de “Il bene viene per nuocere”. 


Come è nato invece il nome della band?

Kuadra è stato proposto dal nostro primo batterista. Allora andava di moda utilizzare la K.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

I testi hanno un peso importantissimo, basti pensare che molte delle canzoni nascono da un testo a cui segue poi l’arrangiamento strumentale. Le tematiche sono in generale sempre le stesse. Noi siamo nati e cresciuti in provincia, spiamo la gente che incontriamo, ne cogliamo l’insoddisfazione, la disperazione e il disagio, questo ci interessa e questo traduciamo in musica.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Credo che la cosa di cui andiamo più fieri è il fatto di aver prodotto un disco che non ammicca a un genere di tendenza ed essere riusciti a fare qualcosa di personale e onesto. 

Come nasce un vostro pezzo?

Molto spesso nasce da un testo che io sottopongo a Zavo, il chitarrista, che cerca la melodia o il riff più adatto. Dopo seguono batteria e basso. Quando riusciamo a trovare l’energia giusta allora ci dedichiamo alla rifinitura dell’arrangiamento.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Penso di parlare a nome di tutti affermando che Abdul è sicuramente il brano più emozionante del disco, quello in cui ci siamo messi più e gioco e che di conseguenza ci restituisce di più quando lo eseguiamo dal vivo. 


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Negli ultimi anni abbiamo ascoltato molti dischi, ma come abbiamo già detto in altre interviste, Vertikal dei Cult of luna è stato il disco che più ci ha influenzato, il secondo è Money Shot dei Puscifer.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Prestissimo pubblicheremo il documentario che ci vede impegnati per tre concerti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo della nostra provincia. Andremo a suonare per i detenuti del carcere dei Piccolini a Vigevano. Pubblicheremo poi il videoclip di Abdul e ripartiremo con un mini tour in Germania questa primavera.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Non abbiamo mai sentito l’esigenza di pubblicare album live, potrebbe essere un’idea per il futuro prossimo però, grazie di avermici fatto pensare!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

C’è sicuramente un clima di frustrazione tra le band indipendenti come noi. Io non parlerei di scena per il semplice fatto che negli ultimi anni abbiamo assistito a una disgregazione totale di tutte le scene musicali, dall’underground in su. Ci sono etichette indipendenti che stanno svolgendo un ottimo lavoro, il problema è che si fanno sforzi sovrumani per ottenere molto poco economicamente parlando, è quindi difficile sostenere band valide, promuoverle come si deve e farle emergere. Nel nostro piccolo noi cerchiamo di tener duro, autofinanziandoci su tutti i fronti e cercando di mettere sempre nuove energie per tenere un ritmo di lavoro costante e essere sempre attivi. Finora ci stiamo riuscendo. 


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet è il sistema su cui si baserà la società del futuro, questa cosa non mi piace, lo dico apertamente, ma ciò non toglie che ci siano molti lati positivi all’interno di questo sistema. Per una band indipendente è ormai impossibile farsi conoscere senza internet. Quindi possiamo metterla così: Internet ha danneggiato tutti, dando a tutti una mano.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Tutti e quattro cerchiamo di mettere le nostre capacità al servizio della musica che creiamo. Non pensiamo mai a noi come singoli musicisti il cui talento deve essere necessariamente valorizzato. Anzi, a volte è necessario “contenersi” per la buona riuscita di una canzone.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Mike Patton

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Parlate meno di voi stessi e più degli altri.

Maurizio Mazzarella

domenica 15 gennaio 2017

THEATRES DES VAMPIRES - Candyland

Scarlet
Che siano cambiati molto rispetto ai loro primi lavori lo sapevamo già, visto che dagli anni '90 ad oggi lo stile della band si evoluto (non ho detto "involuto") costantemente album dopo album. Ascoltando questo loro "Candyland", tuttavia, si ha la netta sensazione che il cambiamento sia legato anche a logiche precise di mercato e alla volontà di rivolgersi sempre più ad un pubblico dalle orecchie meno educate a generi troppo estremi. I Theatres Des Vampires sfornano, dunque, un album impeccabile dal punto di vista degli arrangiamenti, sempre molto curati e impreziositi spesso da sonorità elettroniche che conferiscono un tocco industrial che ben si amalgama con il bel lavoro svolto dalle chitarre e della sezione ritmica, e della produzione, anch'essa di alto livello, assolutamente in linea con gli standard richiesti dal mercato di oggi.

Dal punto di vista del songwriting, è evidente l'impronta conferita alla band in tal senso dalla frontwoman Sonya Scarlet, che confeziona brani perfetti per la sua voce, sia sulle frequenze più gravi delle strofe, in cui non di rado si cimenta anche in parti in growl piuttosto convincenti, sia sui ritornelli sempre molto ariosi e, in alcuni casi, memorabili. Un brano che davvero ben sintetizza quanto detto fino ad ora è il singolo di lancio, nonché opener dell'album "Morgana Effect", pezzo di impatto, potente ed orecchiabile al punto giusto. In definitiva, abbiamo a che fare con un buon lavoro, che verrà certamente apprezzato da una larga fetta di pubblico, anche se potrebbe lasciare perplessi i fan di vecchia data. 

Voto : 7/10

Francesco Lattes

Maghi di Ozzy, è uscito finalmente "Ho Perso l'Eden"

E' finalmente disponibile in formato fisico e digitale "Ho Perso l'Eden", album d'esordio dei Maghi di Ozzy, band formata da musicisti esperti provenienti dalla provincia di Siena, dediti ad un rock di matrice italiana dallo stile attuale, ma dal sapore nostalgico e riverente nei confronti dei gruppi nostrani che hanno reso celebre questo genere nonché una potente energia rock! "Ho Perso L'Eden", album completamente autoprodotto, contiene dieci brani di ottima fattura, tutti dotati di un enorme potenziale. La band per la cronaca è composta da Maikie alla chitarra, Prippri alla batteria, Atreio al basso ed Ozzy alla voce. La promozione e l'ufficio stampa sono a cura del Mazzarella Press Office.  

Il video di L'Animale: 

Alex Trotto, è finalmente disponibile il nuovo singolo Silence!

E' finalmente disponibile il nuovo singolo di Alex Trotto dal titolo Silence, un brano ambient dai contenuti estatici. Uscito mercoledì undici gennaio, l'opera del polistrumentista nostrano, abbraccia una fascia di pubblico particolarmente ampia. Silence si presenta come un componimento originale ed introspettivo, sulla scia dei lavori solisti di Peter Gabriel e Steven Wilson. Alex Trotto in questa versione, si presenta come autore e polistrumentista appunto e non solo come chitarrista. Molto significativo il video che correda il brano, grazie alla coreografia di una ballerina che spiega perfettamente i contenuti del brano, con la regia del regista Simone Serafini.  

Alex Tr8 - Silence:

Parris Hyde, prosegue il successo di "Mors Tua Vita Mea"

Imprevedibile ed inaspettato, prosegue brillantemente il successo di Mors Tua Vita Mea, il primo album in studio di Parris Hyde, band fedele al concetto di heavy metal classico anni ottanta, con un suono moderno e personale. Il disco, edito da Freemood Promotion e pubblicato da Tanzan Music Edizioni Musicali, è stato registrato presso i “The Temple of Music Studios” di Milano, nonché mixato e masterizzaato ai “Tanzan Music Studios” di Lodi da Daniele Mandelli. Mors Tua Vita Mea, disponibile in versione digitale su tutti gli store, contiene dieci brani inediti, tre bonus track disponibili solo nella versione fisica del cd (in vendita su http://label.tanzanmusic.com/ita/catalogo/parris-hyde/mors-tua-vita-mea). L'ufficio stampa e la promozione sono attualmente a cura del Mazzarella Press Office. 

Il video di Life On The Line: 

sabato 14 gennaio 2017

DARK TRANQUILLITY - Atoma

Century Media
Ci sono degli album che fanno la storia di una band e che sembrano insuperabili. Nel caso dei Dark Tranquillity è certamente The Gallery il punto fermo della loro carriera. Un disco superlativo, un punto di riferimento per molte band del settore e non solo. Eppure la forza del combo scandinavo è stata quella anche di mettersi in discussione, provando a rinnovarsi, ad evolversi, mantenendo sempre costante una coerenza di fondo. Ci sono stati anche dei passi falsi, che per molti sono anche capolavori, vedi i casi di Projector o Haven, dove l'essere controversi ha consentito ai Dark Tranquillity di consolidare il proprio stile, trovando una formula originale, personale ed identificativa, capace di portarli nell'Olimpo delle band da divinizzare, nel novero di quei gruppi capaci di lasciare un segno indelebile nella storia della musica e non solo della scena metal. Per questi aspetti, Atoma è un disco che la scena attendeva a braccia aperte, per capire fino a dove il genio di Mikael Stanne e compagni è stato capace di spingersi in questa occasione. E Atoma non delude le aspettative, perché al classico marchio dei Dark Tranquillity, aggiunge tanti nuovi ingredienti, che non scalfiscono la forza di una band che ormai rappresenta un vero e proprio punto di riferimento. Melodie, rabbia e sofferenza, tecnica e ispirazione.

C'è tutto questo nella musica dei Dark Tranquillity, che ti avvolge e ti ipnotizza, coinvolgendo l'ascoltatore per tutta la durata di un album destinato la lasciare un segno indelebile. Encircled segna una partenza di forza, come per dire che le origini del gruppo non sono state dimenticate, una sorta di richiamo a The Mind's I che prosegue nella title-track, uno dei tanti fiori all'occhiello dell'album, pezzo completo che riassume quello che sono i Dark Tranquillity oggi, una sorta di istantanea musicale di infinito valore. Forward Momentum denuda il lato più triste e malinconico nascosto nell'album, che esplode in Neutrality, una sorta di Skydancer moderna. Ecco poi Force Of Hand, crepuscolare e dai connotati oscuri, differentemente Faithless By Default mostra l'attitudine più evoluta del gruppo, con la cura minuziosa degli arrangiamenti e delle linee vocali. I richiami al passato proseguono con The Pitiless, Clearing Skies e When The World Screams, mentre con Our Proof Of Live, Atoma prende un passo diverso, riconducibile a Projector e capace di rimarcare la versatilità della voce di Stanne, supportato da un letto di chitarre idilliaco. Poi c'è il momento dell'estasi, rappresentato da Merciless Fate, song dark assestata su tappeto strumentale tecnicamente perfetto. Con Caves And Embers, Atoma trova la parola fine, con un brano molto intenso e d'impatto, ideale per chiudere anche gli show live. I Dark Tranquillity con Atoma giungono a quota undici e confezionano una nuova perla musicale nella loro discografia, con l'ulteriore consapevolezza che continueranno a stupirci come ormai fanno da oltre venticinque anni. 

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella

venerdì 13 gennaio 2017

MAGHI DI OZZY - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

MAGHI DI OZZY: HO PERSO L'EDEN, è il titolo dell'album, che racchiude dentro diversi concetti, per ricordare soprattutto a noi stessi, che l'eden non l'abbiamo perso milioni di anni fa, ma lo perdiamo ogni volta, che non viviamo il momento presente, che è tutto ciò che abbiamo, l' eden ci sfugge anche ogni volta che non facciamo quello per cui siamo portati. 10 tracce nell'album molto diretto ed introspettivo dove si alternano spunti di riflessione e consapevolezze evolutive, in chiave rock . . un rock deciso di carattere  ma anche ballabile . .

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

MDO:Il percorso è stato molto lungo ed intrigante, ed a breve sarà descritto sul nostro sito : www.maghidiozzy.it  . . .possiamo dire che come la fenice rinasce dalle ceneri, così i MDO da poco più di un anno insieme, rinascono dallo scioglimento di un altra band. Vogliosi ancora di emozioni sonore, cantante e chitarrista, dopo un anno di stasi, si uniscono al nuovo batterista formando una nuova famiglia.

Come è nato invece il nome della band?

MDO: Il nome è nato molto tempo indietro con la primissima band che abbiamo creato, dovevamo esibirci ad un piccolo festival ma non avevamo ancora il nome, un nostro amico sapendo del soprannome di"Ozzy" del cantante, scrisse sulla locandina Maghi di Ozzy, quasi all'insaputa, sfruttando l'analogia del soprannome con la compagnia di personaggi fantastici della fiaba.


Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

MDO: Le statistiche dicono che il 90% delle canzoni mondiali parla d'amore, ma per amare gli altri, dobbiamo prima amare noi stessi, quindi ci ispiriamo ai momenti che fanno crescere questa consapevolezza, verso ogni forma d'amore e di divertimento. I testi sono fondamentali, la forza della parola oggi è un pò trascurata, pensiamo invece che possa suscitare sia emozioni che positivi cambiamenti in ogni persona, per questo la musica è centrata intorno al testo per rafforzarne l'intenzione.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

MDO: è una musica di parole vere, vissute, che arrivano al cuore senza filtri e senza mezzi termini, un ottima musicalità generale, con soli di chitarra interessanti ed articolati, penso che ogni ascoltatore, può trarre beneficio dalle frasi e dai ritornelli perchè sono fortemente positivi per ognuno di noi

Come nasce un vostro pezzo?

MDO: Portare in luce una profonda introspezione, fissare un emozione sfuggente, descrivere una particolare sensazione, evoluzione dell'uomo nei suoi vari aspetti, mentre la musica è il suo vestito, che deve essere calzato per valorizzare l'uomo (o il testo) in ogni differente sfumatura.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

MDO: Sicuramente "Sollevato", una ballad emozionale dedicata ad un nostro amico scomparso giovane. Un vuoto si è creato in noi in un primo momento e si percepisce nelle cadenze ritmate e negli spaziosi soli di chitarra. Successivamente al tragico evento, una forza profonda ci è sorta , paragonando il fatto ai problemi insignificanti di tutti i giorni. Questa potenza di reazione si sente nel ritornello.


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

MDO: Siamo il prodotto di tutto il nostro trascorso ed il nostro ascolto, compreso l'ambiente che ci circonda, posso dire che abbiamo influenze Rock , punk , new rock, folk.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

MDO: A breve sarà online il nostro sito che unirà i social, con informazioni complete riguardo la band gadget etc . La promozione sarà fatta a 360 gradi sui mezzi di comunicazione digitali e classici come le radio, Al momento abbiamo 3 date live nell'imminente inverno, su Siena, Chianciano, Arezzo, ma stiamo ancora finendo di organizzare il tour estivo.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

MDO: Stiamo lavorando ai nuovi pezzi ma non possiamo al momento programmare l'uscita.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

MDO: Mi dispiace che ci siano tanti talenti che si riducono a suonare cover invece di esprimere se stessi, complici anche molti locali, e molte persone, che li preferiscono alla musica originale.


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

MDO: Sicuramente internet offre oggi una bella visibilità , ma l'emozione di un concerto va toccata con mano . .ops sentita con l'orecchio  . . .ops col cuore . .

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

MDO: Penso che ogni musicista può essere valorizzato da qualsiasi tipo di musica, purchè gli piaccia e la senta sua , ognuno di noi è molto coinvolto nel progetto, il Rock è un campo sconfinato che coloriamo con piantagioni di note e melodie, più queste sono vere, più il frutto sarà buono.
C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

MDO: Tanti musicisti italiani e tanti stranieri fanno ottima musica e sono molto interessanti, ma prima bisognerebbe conoscersi per capire con chi veramente c'è un intesa.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

MDO: Spegnete la televisione, leggete molto, seguiteci ai nostri concerti e saranno belle emozioni!! Melodia  . . . Magia  . . Maghi di Ozzy!!!

Maurizio Mazzarella

 

ALFREDO GARGARO - Various

Sliptrick
Alfredo Gargaro non solo il classico chitarrista perfetto. Quel musicista che non sbaglia una nota, che non sfugge ad un accordo, ma è semplicemente un uomo che ha la musica nel sangue. Ed è propria la sua rovente passione per lo strumento, ha portato alla realizzazione di Various, un lavoro sudato, frutto di ispirazione e talento, ma anche tanto sacrificio. Alfredo Gargaro è la musica. E' un esempio per ogni musicista. E' un artista che si è fatto strada con il sudore della fronte, raggiungendo un livello altissimo con estrema umiltà e voglia di far bene. Senza porsi un obiettivo preciso, senza vole dimostrare di essere superiore a qualcuno. Semplicemente non l'intento di sfogare l'arte con la donna che ha amato di più: la chitarra. Ne viene fuori un lavoro piacevole da ascoltare, certamente complesso e ben strutturato, ma anche facilmente assimilabile ed ascoltabile. Un aspetto non sempre comune nei dischi solisti dei chitarristi, che spesso finiscono col specchiarsi in loro stessi, senza badare a quale messaggio possa essere trasdotto dalle proprie note. Various è appunto un disco vario, che persegue una varietà di stili e di generi. Per questo il buon Alfredo non ha voluto fare un lavoro esclusivamente strumentale, ma si è aiutato da un insieme di cantanti che hanno reso ogni brano variopinto e con maggiori attrattive. Dopo la title-track, che mostra in modo palpabile l'arte creativa di Gargaro, segue Burning Down, un pezzo diretto, potente e particolarmente vibrante, nel quale la voce di Giorgio Lorito rende l'atmosfera più brutale.

Kill The Flame è un vestito ben calzante per Francesco Lattes, cantante moderno e versatile, che duetta con le corde della chitarra di Alfredo Gargaro con estrema semplicità. She Shark è un brano dal sapore vintage, molto rock e particolarmente anni ottanta, mentre Different Soul è un momento d'alta scuola, probabilmente uno degli episodi di maggiore qualità di Various, uno strumentale che raccoglie tutte le emozioni di un artista di notevole spessore. Giunge il momento di Exodus, il brano più heavy del del disco, non a caso l'asta del microfono è affidata a Giuseppe Cialone, voce dei Rosae Crucis, che rende immensa una cavalcata musicale degna nel classico metallo britannico. Con Deadly Ride i ritmi sembrano rallentarsi, per poi sfociare in una serie di melodie multiple da pelle d'oca. Ecco poi No More Free, un pezzo di pura poesia cantato dalla bravissima Francesca Messali, che rende il brano molto personale e penetrante. Si giunge ai brani finali. 'Till The End Of Time racchiude un senso di malinconia che trasmette brividi ed emozioni, cosa che solo un grande artista sa fare. La conclusione, è invece affidata a Twister, dove la chitarra di Gargaro è affilata come una spada. Various è un gran lavoro, destinato certamente a chi ama la chitarra, ma anche a chi ha voglia semplicemente di sentire della buona musica. E questo album ne contiene davvero molta. Pollice in alto!

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

giovedì 12 gennaio 2017

AVENGED SEVENFOLD - The Stage

Capitol
Molto interessante il nuovo album della band statunitense. Dal 1999 sulla scena metal internazionale, la band sta facendo una carriera di tutto rispetto. Una band che ha avuto diverse evoluzioni di sound, dal metalcore del primo album per poi passare nei successivi album a sonorità con tendenze heavy metal, alternative  metal, hard rock. Probabilmente questi cambiamenti sono stati determinati anche dall’influenza dei vari cambi di line up, in particolare dei batteristi che si sono succeduti, a partire dallo storico The Rev sostituito, in seguito alla sua morte prematura, dal suo batterista preferito (ma anche mio) Mike Portnoy nella tournè del 2010, poi Arin Ilejay, e infine l’attuale Brooks Wackerman ex batterista dei Bad Religion.  Il nuovo lavoro degli Avenged Sevenfold è un concept album sugli avvenimenti della storia del genere umano. L’album parte con la title track “The stage”, che dà subito l’idea dell’ennesima evoluzione musicale di questa band che si spinge verso dinamiche più progressive. A parere del sottoscritto è troppo presente e troppo nuda di effetti la voce di M. Shadows, ma stilisticamente con i suoi 8 minuti e 33 secondi è il preludio per un album di tutto rispetto. In “Paradigm” un intro che al primo ascolto mi ha dato un brivido dietro la schiena, quasi stile Metallica, ma dopo pochi secondi cambia totalmente, si apre nei ritornelli e gioca sui tempi ma non sui bpm. Simpatici e mai banali i brass in “Sunny Disposition”.

“God Damn” parte con sonorità un po’ malmsteeniane per l’alternarsi della chitarra classica con i riff metal, ma subito dopo l’introduzione fa venire voglia di pogare.“Creating God” nuovo stile, ricorda vagamente nelle strofe i System Of a Down e nei ritornelli è armonicamente una goduria, prosegue con un assolo che riprende la linea vocale del ritornello. Uno dei mie brani preferiti dell’album. “Angels”  è la fase relax dell’album, seguita da “Simulation” che ritorna su dinamiche prog e “Higher” con le sue chitarre ritmiche veloci e alcuni spunti che tanto ci ricordano gli amici Dream Theater.“Roman Sky” arricchita dal plus dell’orchestrazione. “Fermi paradox” non mi ha conquistato, sembra un brano che non esplode mai e alla continua ricerca di una sua identità. Un ritornello quasi neomelodico. Non saprei come classificarlo. Ma dopo questi 6 minuti di trans mi sono ripreso con il sound più incisivo ed i vari cambi di tempo di “Exist”, anche se non mi fa entusiasmare l’equalizzazione della batteria, diversa dal resto dell’album. Nel complesso è un lavoro ben riuscito, che evidenzia un carattere più maturo della band statunitense, un sound rinnovato, una crescita professionale ed una continua ricerca nelle varie sfumature della musica per tenere sempre viva l’attenzione dei propri fans. Occhio però a non osare troppo. E’ la mia prima recensione e sarò molto buono. 

Voto: 8/10

Gregorio Pulpito