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lunedì 20 marzo 2017

EDENBRIDGE - The Great Momentum

SPV
Epico, esotico e monumentale, cosi si può definire il nono album del gruppo austriaco degli Edenbridge, prodotto da SPV/Steamhammer. Vent’anni di carriera legati al Power Metal, ma in quest’album, pubblicato il 17 febbraio 2017, creando l’equilibrio fra uno spirito metal e uno stile orchestrale, emergono in maniera prorompente le caratteristiche di un vero Symphonic Metal Cinematico. L’opener “Shiantara”, uscito lo scorso dicembre, mostra con chiarezza la linea dell’album, trascendentale e introspettiva. Il testo descrive il rinnovamento interiore attraverso un viaggio alla ricerca del vero ‘Io’; atmosfera metafisica dove il ritornello evidenza il misticismo del brano. Nella seconda traccia vi è la chiave d’ispirazione della raccolta, ‘ believe me it’s all in your hands’, recita “The die is not cast”, tutto è nelle tue mani, il dado non è ancora tratto, siamo noi i fautori del nostro destino. E’ un brano contraddistinto da tre cambi di tempo, strofe delicate con cori che innalzano i toni, è da evidenziare il break di chitarra acustica e la trama musicale pare creare nell’ascoltatore un’attesa. Di seguito una ballad, “Until the end of time”, con l’ospitata di Erik Martensson (W.E.T. ; Eclipse; Nordic Union), dove l’accostamento delle due voci (con Sabine, cantante storica del gruppo) appare riuscito e vincente; auspicando un’unione tra musica e se stessi è una chiara dedica all’amore musicale; è così che ritorna un clima fortemente introspettivo. Di evidente stampo cinematico è “The Visitator”, brano emozionante che mette in evidenzia le doti del nuovo batterista, mentre prettamente orientaleggiante ed etnico è “Return to Grace”, veloce nell’esecuzione con rallentamenti nelle strofe cantate.

A mio avviso la parte finale della traccia è degna di pregio musicale. Arriva la seconda ballad, che forse risulta eccessiva su una scala di soli nove brani in un album che vuol’essere Metal, ma “Only whiff a life” è una canzone dolce, dove la voce di Sabine interpreta appieno l’intenzione del brano che declama “L’amore è la tua consistenza!”. Penultima canzone “Turnaround of art”che ha il ritornello più importante e rapsodico della raccolta, protagonista è il flusso della vita che attraverso la percezione e l’immaginazione rivela l’arte in noi stessi. Chiude l’album “The Greatest of All”, brano che in quasi 13 minuti mette in risalto le doti artistiche del fondatore e polistrumentista Lanvall. Esecuzione direi perfetta con alternanza fra assoli e ritmi epici; è proprio qui che emerge con maggior forza l’apporto della “Junge Philharmonie Freistadt Orchestra”. Chiusura comunque in linea con l’intero lavoro. I testi risultano profondi e originali sino al settimo, poi appaiono piuttosto ripetitivi nel tema; resta comunque un disco curato nei minimi particolari con un Songwriter di alto livello. Esperimento tutto sommato riuscito , quell'unione fra tematiche introspettive e metafisiche nei testi e il Power metal nella musica con sfumature esotiche. Un album sicuramente più maturo e sofisticato rispetto al precedente “The Bonding”. E’ inoltre prevista una special edition con un bonus disk contenente la versione strumentale delle canzoni. Emozionante, coinvolgente, forse anche per un gusto personale da sempre affascinato dalle tematiche epiche, trovo questo disco un ottimo lavoro senza troppa sperimentazione vero, ma la cura ne vale un ottimo voto. 

Voto:8/10 

 Angelica Grippa