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giovedì 9 marzo 2017

PARRIS HYDE - Mors Tua Vita Mea

Freemood
I Parris Hyde si rifanno ad un heavy metal di matrice classica, che fonde il classico stile anni ottanta che ha fatto la fortuna di tante band britanniche, ma anche americane. Ci riferiamo ad esempio ad Alice Cooper, Lizzy Borden e Cinderella, come i consueti Iron Maiden, Judas Priest e Saxon, senza contare una buona dose estrapolata dai Mercyful Fate e quindi King Diamond che come noto sono d'origine danese. Mors Tua Vita Mea è il primo lavoro di questa formazione nostrana, che suona uno stile certamente datato, ma con una forte personalità ed un'attitudine moderna. La teatralità della title-track, che dura poco più di un minuto, incute timore con un'atmosfera spettrale, tanto che per certi aspetti vengono subito in mente i Death SS, il primo vero brano però è 2nd2no1, un componimento super veloce, molto priestiano nelle chitarre e possente nella sezione ritmica, per certi aspetti più thrash che heavy. Il buon ritmo coinvolgente trasporta nella seguente I Killed My Wife With a Knife, canzone dai connotati horror suonata con una velocità spaventosa e chiusa dalla risata malvagia di Parris Hyde che emula il mito di King Diamond. Si giunge I Love Shopping – With Your Money, pezzo molto più rock che heavy, riconducibile ad uno stile street glam tipico dei Poison o dei Motley Crue. Non può poi mancare il brano iper melodico di grande immediatezza.

Life On the Line è infatti atto a rimanere scolpito nella mente grazie ad un ritornello che ricorda Empire dei Queensryche ed anche lo stesso Parris Hyde con il suo tono di voce ricorda palpabilmente Geoff Tate. Si sono anche momenti sperimentali in Mors Tua Via Mea e li scoviamo in Digital Dream Land, nel quale recitano un ruolo fondamentale le tastiere, ma dove è tutto l'arrangiamento a mostrare la buona qualità compositiva del gruppo, evidente anche in pezzo morbido come Far Away, una sorta di Rock FM dove i Dokken incontrano i Survivor. Se la parte iniziale dell'album mostra la dimensione più dura ed anche cattiva dei Parris Hyde, la seconda parte è invece più accessibile. Lo dimostra Alone, una ballata dai connotati poetici, splendida grazie al suo letto di chitarre ed emozionate nella melodia complessiva. Con The Third Millennium Disillusion i Parris Hyde pigiano forte sull'acceleratore e con uno stile riconducibile ai Judas Priest, danno sfogo a tutta la propria componente heavy metal, con incroci di chitarre da sballo. L'album si conclude con una canzone insolita, diversa rispetto a quelle presenti nel disco. Border Of Mexico è infatti una ballata con un ritmo cadenzato, molto semplice e facilmente assimilabile. Mors Tua Vita Mea piace per il suo essere variegato, perché spezza la monotonia riuscendo ad essere coinvolgente, spaziando tra vari settori sempre riconducibili a metal ed al rock, ma non ad uno soltanto denotando la versatilità di un gruppo camaleontico che trasuda passione e abnegazione.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella