Mazzarella Press Office

EMP 1

giovedì 20 aprile 2017

GAME ZERO - Rise

Agoge
Niente male il disco d’esordio di una giovane band romana composta da 4 bravi musicisti, i Game Zero con “Rise” si fanno spazio in un panorama musicale abbastanza ricco creando una potente miscela melodica. Il nome della band è ispirato al nome di un gioco d’azzardo, “Zero Spiel”, ed è grazie all’incontro fortuito con Gianmarco Bellumori, titolare della “Agoge Records”, che ha reso possibile questo gran progetto. Il loro nome è anche affiancato ad un lungometraggio d’animazione intitolato “East End”, dove Mark Wright fondatore del gruppo ne ha composto la colonna sonora. Quest’ultimo con AlexIncubus (ex “Theatres des Vampires”) ha creato una fortissima intesa scrivendo di getto 4 dei brani che avrebbero dato vita all’album d’esordio. Importante sottolineare che qui si alternano elementi Heavy, vere e proprie martellate di chitarre incalzanti, e un Hard Rock che non rinuncia alla atmosfere più classiche con incursioni seppur rare punk e glam. Le linee graffianti e i riff ad effetto si alternano in una tracklist abbastanza omogenea che si apre con un brano pregevole caratterizzato da un suono rock moderno che giunge nell’immediato, è “The City with No Ends”, composizione soft che si snoda in un incipit accattivante e una chiusura con assolo di chitarra che ne modifica la trama. Stessa linea per i due brani che seguono, “Now” dove le sfumature metal si fanno più vivide così come i suoni delle chitarre più taglienti, e “It’s over” dove l’elemento hard rock diviene irresistibile. In questi brani viene data grande importanza ai ritornelli e grande attenzione ai testi. In coda troviamo “Fallen”, leggero cambiamento con atmosfera più goth, le parole sussurrate all’inizio con i tono che si innalzano attraverso la voce che si adatta perfettamente alle sfumature del brano che viaggia verso un rock più oriented. Chitarre in primo piano per “Don’t follow me”, fuoco e sangue si alternano in un brano aggressivo, qui si intravede lo stile scarno del punk. Gran lavoro della sezione ritmica con strabilianti chorus aggiungono nuovi ed interessanti elementi a “Time is Broken” con apertura suggestiva eseguita da chitarra e batteria; leggero cambio direzionale per “Lions and Lambs”, in questa traccia il grosso è affidato alla parte strumentale che si pone in maniera più scura e aggressiva.

Un capitolo tutto suo merita “Purple”, il brano più bello ed emozionante del platter, qui la voce di Wright si fa più definita, ne dona colore ad ogni singola strofa, rende consapevoli delle enormi capacità vocali che riescono ad andare oltre. Due gli elementi chiave del brano, il cambio di registro al ritornello e l’assolo di chitarra accompagnato dalla performance vocale dai forti toni oscuri, dona all’intero lavoro una svolta decisa e convincente. La breve parentesi più complessa e sperimentale si interrompe in “In your Shoes” dove tornano le chitarre al comando e dove la voce di Wright cerca a tratti di predominare , a volte sembra quasi forzato questo meccanismo soprattutto nelle parte urlate, un vero pezzo Metal. Il decimo brano è sicuramente uno di quelli ad impatto diretto, “Unbreakable” inevitabile il collegamento con i brani anni 80 che conduce l’ascoltatore in un apprezzamento veloce. Chiudono la raccolta “Look at You” brano velocissimo con batteria in primo piano e l’esecuzione graffiante del cantante le dona non poco lustro e l’efficace semi-ballad di chiusura, “Escape”, una scelta non innovativa sicuramente, ma l’unione tra la potenza strumentale e la poesia del testo ne fanno un brano esemplare. Grande omogeneità nelle tracce che solo in qualche occasione appare stravolto, forse una maggiore eterogeneità avrebbe giovato ma tutto sommato resta un buon lavoro lo so si considera d’esordio, la voce di Wright è sempre all’altezza della situazione anche se io aggiungerei un po’ di pathos alle sue performance per rendere più incisiva la parte emozionale. Un buon Hard and Heavy Rock nel panorama giovanile nostrano. Attendiamo il prossimo full-lenght per definire i tratti che in questo lavoro appaiono sfumati. A presto Musicisti!

Voto: 7,5/10

Angelica Grippa