Mazzarella Press Office

EMP 1

giovedì 15 giugno 2017

PERPETUAL FIRE - Intervista alla Band


Risponde il chitarrista Steve Volta:

Sono passati oltre diciotto anni dalla nascita dalla band. Ora esce Bleeding Hands, potete presentarlo ai nostri lettori? Cosa rappresenta per voi questo disco?

Ciao Maurizio, Bleeding Hands è finalmente uscito e ti dico subito che è stato un disco piuttosto sofferto. Sono passati ben 7 anni da quando ho composto 'Psycho Cancer' la prima canzone del disco e della quale abbiamo anche girato un video. Sono successe tante cose, abbiamo anche rischiato di abbandonare tutto, fino a che ci siamo detti che era tempo di dare il giusto valore a questa band. Abbiamo iniziato a provare regolarmente e ad arrangiare tutti insieme i brani del nuovo CD. E' stato veramente un lavoro di squadra! Siamo molto contenti del risultato e pensiamo di aver raggiunto un buon compromesso tra i primi due album e qualcosa di più attuale. Ovviamente siamo sempre i Perpetual Fire e questo penso che si senta subito! Quindi per noi questo disco rappresenta un inizio, in realtà essendo passati diversi anni tra un album e l'altro è sempre come se fosse il primo! ahah 


Bleeding Hands è un titolo particolare, a cosa si riferisce? Perché la scelta di intitolare così questo nuovo album?

In realtà la prima idea di titolo è stata 'You're fired!', poi ho controllato su Google se non ci fossero altri CD intitolati così e mi sono reso conto che è un modo di dire spesso attribuito a Donald Trump! Per cui abbiam deciso di utilizzarne un altro. Con il titolo 'Bleeding Hands' volevamo comunicare la nostra idea sul fatto che i problemi dell'umanità sono causati quasi totalmente proprio dal genere umano. Una sorta di perversione. Gli uomini hanno sempre avuto le mani sporche di sangue, ogni pretesto è buono per una guerra, siamo fatti di odio, rancore, invidia, cattiveria e chissà cos'altro. E' il perenne conflitto/bilanciamento tra il bene e il male. Senza l'uno non esisterebbe l'altro. Quindi l'idea del titolo e dalla copertina hanno in realtà un concetto molto ampio.

Bleeding Hands sarà supportato da un tour con delle date live? Quanto è importante suonare dal vivo per voi e quali territori toccherete in questo tour? 

Il release party del 26 maggio è stato il nostro ritorno sul palco dopo diversi anni ed è stata una vera emozione oltre alla grande soddisfazione vedere il locale pieno e a gente ascoltarci con attenzione! Il prossimo appuntamento sarà al Rock Inn Somma il 14 luglio e non vediamo l'ora! Parlare di tour però è ancora presto, certamente cercheremo di suonare il più possibile in modo da farci conoscere e far ascoltare la nostra musica a più persone possibile. Ormai il live è diventato un elemento veramente importante per qualsiasi band. E' li che riesci a farti vedere e magari vendere qualche CD. Ormai il web è saturo e per 'bucare' bisogna investire troppi soldi, che tra l'altro non abbiamo. Per fortuna dal vivo si torna all'analogico, alle emozioni vere, al contatto, tutte cose che nel mondo digitale non esistono!

La cover di Bleeding Hands si presenta particolarmente interessante. Come si ricollega ai contenuti del disco? Chi si è occupato dell'artwork e come si è rapportato alla vostre idee di base? 

Non c'è un nesso specifico a qualche canzone del disco, si collega ai brani per una certa visione delle cose. C'è sempre un senso di disperazione e sofferenza nei nostri testi. Penso sia un modo per esorcizzare ciò che non ci piace! L'artwork è stato sviluppato dall'artista argentino Rodrigo Gudina (Core76 Studios). Direi che ha fatto un ottimo lavoro! 


Bleeding Hands è un lavoro molto intenso e certamente molto tecnico. Come si differenzia rispetto ai due precedenti album Endless World e Invisible?

Come dicevo prima è più un lavoro d'insieme rispetto ai primi due, in più ho utilizzato un'accordatura più bassa, DROP C sulla maggior parte dei brani. Quindi corde più grosse e con la sesta corda tirata giù di toni rispetto all'accordatura standard, questo mi ha permesso di creare riff inediti rispetto a 'Endless World' e 'Invisible'.  Anche il nostro cantante Roby Beccalli ha adattato la sua voce alle nuove atmosfere, risultando più cattivo in alcuni parti. 

Come ritenete si sia evoluto il vostro stile partendo dagli esordi ad oggi? 

Penso che abbiamo raggiunto una maggiore capacità compositiva rispetto agli esordi: ascolto ancora volentieri il nostro primo CD 'Endless World', anche se ovviamente se dovessimo registrarlo ora verrebbe un po' diverso. Non credo molto a quelle band che cambiano sound e stile ogni disco, preferisco chi rimane se stesso, nel bene o nel male.

Potreste indicare quelli che oggi per voi possono rappresentare dei punti di riferimento? 

Non saprei... parlo per me ovviamente. Ormai, avendo anche una certa età, non sto più ad ascoltare le tendenze del momento cercando di trovare le idee giuste. Suono e provo a sviluppare ciò che mi riesce spontaneo. Penso sia la cosa migliore, essere se stessi! Tanto poi i riferimenti a qualcosa che c'è già escono fuori automaticamente. Sempre che uno non viva in una bolla di vetro in fondo all'oceano! ahah 


L'abilità tecnica, con l'aspetto compositivo e l'ispirazione, sono degli aspetti che vanno secondo voi di pari passo in fase di composizione ed esecuzione dei brani, oppure prescindono l'uno dall'altro? 

Tutto si fonde quando componi. Comunque tra le tre io metterei al primo posto l'ispirazione perchè puoi avere tutta la tecnica che vuoi o aver studiato le tecniche compositive più azzeccate ma senza la giusta ispirazione la musica che esce sarà sempre povera. Per quel che ascolto in giro questo è il maggior problema della musica di oggi. Produzioni perfette sotto molti punti di vista ma povere di ispirazione. Sembra quasi che si punti maggiormente alla ricerca di un certo sound più che alla qualità della composizione. Non so se mi sono spiegato.

Rapportandoci esclusivamente con Invisible, perché sono passati circa otto anni dalla pubblicazione di questo nuovo disco? Ma soprattutto, cosa è cambiato in voi da quel disco? 

Sono passati tanti perchè come ben sai io fino al 2015 ho suonato con Pino Scotto e questo mi ha tenuto veramente molto occupato. Di sicuro il fatto di esserci fermati ad aprile del 2012 per quella che doveva essere una pausa di qualche mese si è rivelato un errore madornale! Poi gli eventi si susseguono, gli impegni sono sempre tanti e il tempo è volato via senza avvisarci! In noi è cambiato che sono passati otto anni e in un periodo così qualcosa cambia sempre.

Bleeding Hands è la vostra grande occasione?

AHAH bella domanda! La definirei 'domanda d'altri tempi'. A parte gli scherzi, non saprei. Di sicuro uscendo con la label Sleaszy Rider saremo supportati a dovere e questo potrebbe essere a nostro favore, in quanto per i due precedenti CD non è mai successo. Penso che ormai le 'grandi occasioni' te le devi creare.

Come è nato il connubio con la Sleaszy Rider? 

Semplicemente con una e-mail. Una volta pronto il master che abbiamo registrato nel mio studio abbiamo iniziato a contattare varie etichette e tra qualche no e qualche risposta indecisa si sono palesate tre label disposte a farci uscire il CD. Abbiamo optato per la Sleaszy perchè ci è sembrata quella più adatta alla nostra proposta musicale. 


Quali brani di Bleeding Hands secondo voi hanno la forza per poter diventare dei classici del vostro repertorio?

Se dovessi sceglierne due direi senz'altro 'Psycho Cancer' e 'Scrambled'. Sono due brani diversi ma che rappresentano molto bene la nostra musica. Il primo più veloce e tendente al power metal il secondo più massiccio e con un testo ironico verso il modo di manipolare l'informazione da parte della maggior parte dei mass-media.

Quale secondo voi è il brano che più vi rappresenta in questo disco e quale vi ha impegnato di più sia da un punto di vista tecnico che compositivo? 

Direi che i brani del disco sono tutti abbastanza omogenei sia a livello tecnico che compositivo, ci sono poi delle parti che magari necessitano di un maggior impegno tipo il riff iniziale di 'A New World' l'ultimo brano del CD. Oltre ovviamente agli assoli di chitarra che sono tutti composti e non improvvisati a differenza di quelli sui primi due dischi.

Volete lasciare un messaggio ai nostri lettori? 

Certo! Vorrei ringraziare tutti quelli che sono arrivati fino all'ultima domanda di questa intervista e tutti quelli che verranno a vederci e avranno l'ardire di acquistare il nostro CD. Sono ancora convinto che ascotare musica da un supporto fisico sia la cosa migliore! Come puoi affezionarti ad un file? Poi vorrei dire una cosa molto importante per me. Se dovete scegliere se andare al cinema, a cena o peggio stare a casa a guardare la TV, scegliete di andare a vedere un concerto! Anche una band di un vostro amico/collega/rivale... aiutati che il metal t'aiuta! Se i locali sono vuoti i gestori decidono di fare qualcos'altro rispetto alla musica dal vivo. C'è sempre da imparare vedendo una band che suona, è un modo per crescere e per far crescere la scena. Da quanto ho più tempo libero nei week-end ho assistito a decine di concerti in pub e locali e devo dire che mi è servito vedere le cose anche dal punto di vista opposto a come ero abituato. Ho fatto anni a stare esclusivamente dalla parte del palco e mi sono accorto che mi erano sfuggite alcune cose... Stay Smart ossia Fatti Furbo! ;-) Grazie a te Maurizio e a tutti tuoi lettori!

Maurizio Mazzarella