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sabato 5 agosto 2017

DAVIDE LAUGELLI - Soundtrack Of A Nightmare

Autoprodotto
Davide Laugelli è un bassista italiano noto come turnista e con all'attivo collaborazioni passate e presenti con parecchie metal bands piuttosto variegate (373°K, The Burning Dogma, Darisam, i riformati Electrocution, Disease Illusion, Heller Schein). Il suo esordio da solista è un CD-EP di circa 21 minuti intitolato "Soundtrack of a Nightmare", completamente strumentale. Ci troviamo difronte innanzitutto ad un valido strumentista, e poi anche ad un prodotto che seppur nella sua esiguità, presenta tutta la complessità del lavoro strumentale scaturito fuori dalla mente e dalle mani di un bassista. Con tutte le peculiarità del caso, essendo il lavoro stato creato anche per basso come strumento solista. Cosa non tanto comune in ambito rock/metal. Effettivamente la perizia strumentale/compositiva, a volte minimale altre variegata, fa supporre che si tratti effettivamente della colonna sonora per un incubo. Le atmosfere languide, notturne e sinuose pervadono la musica fin dal primo brano, una rilettura particolare della famosa ninna nanna di Brahms, per strumento solista basso. Ma è dopo il mezzo minuto dell'intermezzo corale "La Nave Di Pietra" che entriamo realmente nel vivo con un brano come "A Night At Stonehenge", nei quali 8 minuti e mezzo pare davvero di palpare l'immateriale nero della notte per mezzo della sinuosa e contorta pattern di basso effettato accompagnata da un'agitata e nervosa batteria e da un tappeto di synth da giorno del giudizio. "Hell With You", più esigua nella durata, vede le quattro corde rintoccare le ore più grame della notte come fosse una malvagia pendola, e l'effetto angoscia è assicurato.

Il lavoro si chiude con "Climbing The Wrong Mountain", traccia molto più mossa, dove assistiamo ad un malvagio quanto riuscito unisono di synth e basso ed una varietà di ritmi di batteria che pare accompagnare i diversi stati d'animo del viaggiatore del sogno. D'improvviso, alla fine del brano, il suono di una sveglia. Siamo al termine del nostro viaggio onirico. E credo sia una bella trovata, che enfatizza ancora di più, nei posteriori dell'ascolto, l'idea forte del regno dei sogni come entità a se stante ma raggiungibile in modo più semplice rispetto a quanto noi immaginiamo. Basta solo lasciarsi dietro il tran-tran quotidiano. Di sicuro potrebbe non piacere a tutti questo dischetto, ma presumo la ragione sia... che non tutti abbiano voglia di comprendere la qualità artistica del singolare concept qui presente, poiché abbiamo tutti troppe frenesie quotidiane, teniamo sempre la testa da qualche altra parte, e non ci soffermiamo mai a comprendere quanto sia invece importante un'immagine onirica, foss'anche la descrizione musicale di un incubo, rimarcata da una musica che non è certo di facile presa. Questo mini-CD potrebbe per sua stessa natura farci scoprire quanto l'essere umano possa sentirsi distante dal proprio ego ancestrale, raggiungibile altrimenti con la stessa facilità con cui si sogna. Per chiunque abbia voglia, insomma, di intraprendere questo piccolo viaggio musicale, sentendosi scevro da qualunque moda, il CD potrebbe riservarvi parecchie sorprese. Io ne consiglio l'ascolto a tutti. Anche a quelli che non lo ascolteranno. Perché, il proprio lato oscuro nella gran parte della giornata è qualcosa di cui vergognarsi, e da nascondere. "The lunatic, is my head" dicevano i Pink Floyd. Ed è vero, e sarà sempre vero. che lo vogliamo oppure no. 

Voto: 7/10 

Alessio Secondini Morelli